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Aromatologia, indicazioni, usi generali
 
In aromatologia si studiano le proprietà e le indicazioni degli oli essenziali naturali, usati per le tante virtù benefiche che li rendono adatti al mantenimento della salute psicofisica, all’uso cosmetico, alla profumazione personale e degli ambienti, all’uso alimentare, alla prevenzione dei più comuni disturbi e ad utilizzi di pronto intervento.

In aromatologia si usano esclusivamente oli essenziali, puri e naturali, quindi non diluiti, non ricostruiti, non adulterati, prodotti grazie a diversi sistemi di estrazione e provenienti da piante aromatiche di coltivazioni spontanee, biologiche, biodinamiche o convenzionali.

I sistemi di estrazione utilizzati sono frutto della cultura millenaria di popoli che hanno dedicato grandi energie allo studio ed applicazione delle proprietà curative dei contenuti aromatici vegetali e tra questi i più importanti sono: l’Egitto, l’India, la Cina, la Persia, la Grecia e la Francia.

L’estrazione a corrente di vapore si tende a preferirla nel caso che la parte aromatica della pianta si trovi nelle foglie, nelle radici o nella corteccia. Garantisce una grande qualità e durata nel tempo e ci fornisce l’ olio essenziale.

L’estrazione per pressione a freddo è utilizzata prevalentemente per gli agrumi, da cui si ricava l’ essenza.

L’estrazione chimica con l’alcool o l’esano si utilizza prevalentemente per i fiori e ci fornisce l’ assoluta.

L’estrazione col grasso o enfleurage, utilizzata per fiori delicati, quasi scomparsa per i suoi altissimi costi, ci dà il puro olio enfleurage.

Gli oli essenziali sono identificabili in base al nome botanico latino e distinti col chemiotipo, quando è presente, ossia ai componenti chimici prevalenti in quella specie botanica, che determinerà un’ azione specifica ed anche un prezzo diverso.

Ad esempio nel caso del comune rosmarino e nello specifico del rosmarinus officinalis, avremo diversi chemiotipi: rosmarino cineolo, rosmarino borneone, rosmarino verbenone.

E’ possibile paragonare l’olio essenziale ad una “goccia di luce” o carta d’identità energetica e dire che è la vera espressione dell’intelligenza di guarigione di quella pianta o di quel fiore.

Vediamo quali possono essere le più comuni modalità d’utilizzo degli oli essenziali.

La fumigazione, attraverso la combustione di piante aromatiche o d’ incensi è la pratica più antica d’aromatologia.

La vaporizzazione o diffusione con apposite lampade d’aromi di terracotta o ceramica, a candela o elettriche, alle fontane d’acqua o lo spray è uno dei sistemi oggi più usati per portare benessere in casa, ufficio, auto.

L’inalazione è una variante più diretta ed intensa della vaporizzazione, utile soprattutto nelle affezioni delle vie respiratorie. Aggiungere poche gocce di O. E. in acqua calda, non bollente.

Il massaggio corporeo, la frizione sui capelli o la maschera facciale. Si useranno secondo i casi oli di base, di mandorle, di germe di grano, di jojoba, burro di karitè, unguenti, creme o altro componente vegetale in cui vengono disciolti gli O.E. in diluizione dall’1 al 3%. Attraverso l’ uso delle mani gli O.E. possono raggiungere gli organi interni ed armonizzare la sfera fisica e psichica.

Il bagno con O.E. è possibile, approfittando semplicemente della vasca da bagno casalinga per almeno 20’, con l’ accortezza di non versare l’O.E. direttamente nell’acqua calda, non essendo idrosolubile, bensì veicolandolo con un solvente naturale che possa disciogliersi una volta messo in acqua: miele, panna, yogurt, sale marino integrale, argilla, sali o fanghi del Mar Morto, sapone liquido naturale.

I semicupi, con acqua di varia temperatura, sono particolarmente indicati nelle affezioni urinarie, genitali ed intestinali. Diluire gli O.E. come per il bagno.

I pediluvi e maniluvi sono particolarmente indicati nell’emicrania, nella cefalea, nel raffreddore, nelle nevralgie facciali, nell’ affaticamento degli arti inferiori e nelle varici.

Irrigazioni vaginali o rettali, utilizzando come veicolo acqua in cui sono diluite alcune gocce di O.E.. L’utilizzo è preventivo o curativo di disturbi delle sfera genitale o intestinale.

Sciacqui o gargarismi. Basta diluire alcune gocce d’O.E. in un bicchiere d’acqua bollita e intiepidita. Prevengono e curano le varie affezioni della bocca, disinfettando la bocca e profumando l’ alito.

Impacchi, con un pezzo di stoffa bagnata o argilla ed olio essenziale. Se freddi sono utili contro la febbre, il mal di testa, le scottature solari, le distorsioni muscolari e le contusioni. Se caldi rilassano, curano le malattie croniche degli organi interni. Vanno bene prima di un massaggio, in quanto aprono i pori della pelle e favoriscono la penetrazione degli O.E..

Assunzione orale ed uso alimentare. Utilizzare sempre un dosaggio minimo, da 1 a 3 gocce di olio essenziale, mai da solo, ma diluito con un alimento liquido come miele, yogurt, olio d’oliva o altro. In cucina poche gocce di O.E possono aromatizzare pietanze di vari tipi.

Occorre sapere che la grande concentrazione di principi attivi e vitalità presenti negli oli essenziali ne richiede un uso attento e consapevole.
In caso di necessità, in specie per bambini e donne in gravidanza, è bene chiedere a un consulente aromatologo o a un naturopata o medico, esperto in aromatologia.